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Volume Minerva Medica – Ricerche, Scavi e Restauri

Nelle scorse settimane è stato dato alle stampe il volume Minerva Medica – Ricerche, Scavi e Restauri, edito da Electa, a cura di Maria Rosaria Barbera e Marina Magnani.

Valter Maria Santoro ha curato la parte relativa alle problematiche strutturali, ai dissesti e agli interventi di messa in sicurezza del Monumento, soprattutto della sua Cupola.

Il volume è il frutto di anni di lavoro di architetti, archeologi, restauratori, storici dell’arte e studiosi di architettura antica, che si sono occupati di questo esempio assai interessante di architettura dell’età tardo classica romana. Ergendosi in fregio al fascio binario ferroviario di penetrazione alla stazione Termini di Roma, sul lato sud-ovest, è forse il Monumento più osservato da chi raggiunge la città in treno. Pur dando il benvenuto all’ignaro viaggiatore che sbarca dal treno nella Città Eterna, esso è, allo stesso tempo, uno dei meno conosciuti perché ancora al di fuori dei circuiti di visita turistico-culturali. Eppure l’interesse che riveste in diversi campi dall’architettura all’archeologia, all’ingegneria strutturale, dovrebbe farlo assurgere a ben altro rango di attrazione culturale.

Nell’ambito del processo di valorizzazione in atto, il volume pubblicato è un tentativo di condivisione dei risultati degli studi e delle attività condotte sul Monumento, nonché dei misteri da cui esso è avvolto. Riconosciuto come uno dei più importanti retaggi dell’architettura tardo antica di Roma, esso esercita un indubbio fascino sia per le sue misteriose origini e finalità, sia per la sua controversa storia di fabbrica muraria dalle slanciate e ardite forme, che tanto influsso ha esercitato sui grandi architetti del Rinascimento e del Barocco.

Le ricerche archeologiche hanno messo in luce, nell’approfondita indagine stratigrafica del sedime, la presenza di un vero universo sepolto, dove si riconoscono dalle antiche tracce tardo repubblicane a quelle degli imperatori Flavi, si rinvengono resti fossili di pantere, forse attrazione per gli spettacoli di qualche agone limitrofo, e si individuano financo segni della propagazione delle fiamme dell’incendio neroniano! Alcune delle monete ritrovate negli scavi dipingono poi scenari storici affascinanti e sorprendenti, risalendo il loro conio a quello punico-cartaginese, in particolare a quello ubicato nell’isola di Ibiza, e circolante nel II secolo a.c. in area siciliana.

Le strutture rimaste dall’impianto originario raccontano invece della sofferta evoluzione statica di una Cupola dal complesso e articolato schema funzionale, il cui comportamento è stato direttamente influenzato dalle preesistenze di cui all’universo sepolto suddetto, che ne hanno modificato andamenti di forze e di spinte. Con l’esito di produrre un prolungato collasso nel lungo tempo intercorso fino alla metà del XIX secolo, quando si è giunti alla quasi integrale perdita della Cupola. Un lungo e sorprendente viaggio all’interno di un esempio di architettura per più aspetti intrigante, suggestivo, e altamente stimolante per le numerosi menti di studiosi che vi si sono immerse alla ricerca della spiegazione dei tanti misteri ivi avvolti.

Ing. Valter Maria Santoro – CEO.

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